OLI E SUPEROLI

A differenza del vino l'olio rappresenta uno dei primi sentori della nostra vita , imprinting di una zona geografica ben specifica, zuppa di tradizioni familiari e tribali racchiuse in una goccia di topazio o di giallo oro grasso che ci fa ricordare la nostra infanzia oramai andata, vorace di pane ed olio donato spesso dalle mani di una nonna.

Questo e' il richiamo gusto/olfattivo che nel corso della vita ci limita a quel particolare sentore e sapore, che talvolta puo' essere anche difettato, ma che ci ricorda solamente la parola "casa", mentre tutti gli altri oli assaggiati, seppur extravergini e di eccellenza, per le differenti proprieta' organolettiche sono reputati tabu' piu' dalla nostra mente che dal palato.

Attaccati strenuamente alla bottiglia regalata da amici e parenti, gelosamente contrita nell'abbraccio egoistico del "migliore olio", restiamo schiavi di tradizioni anche sbagliate, e mai approdate nel porto del gusto.

Oggigiorno l'olio extravergine di oliva creato con la spremiture di drupe all'inizio dell'invaiatura ( maturazione ) ribalta i retaggi culturali e romantici di coloro che non credono al "tradimento dei sensi", sopraffatti da sentori diversi  di nuovi e "rivoluzionari" mono cultivar, rifiutati e sbeffeggiati per anni e sacrificati nell'altare degli' "oli barbari", prodotti al di fuori del proprio confine comunale o regionale, e sommariamente  giustiziati dall'anatema " non  e' l'olio  di casa mia".

Il crescente riconoscimento avuto all'estero della genuita' e purezza di oli extravergini italiani provenienti da diverse regioni, spremuti nell'eccellenza di personali frantoi, ha ribaltato giudizi partigiani di "extraterritorialita' campanilistica" , facendo apprezzare monocultivar ai piu' sconosciute.

Il saper "fare" l'olio extravergine, franto dopo massimo 24 ore dalla raccolta, in frantoi a cicli discontinui ed in totale assenza di aria, ha determinato la produzione di oli extravergini di alto profilo, che possiamo definire immodestamente " superoli".

Questi campioni extravergini, estremamenti perfetti nel mantenere le qualita' chimiche insite nell'oliva si distinguono, sulla base del differente grado di acidita' e frangiture in tre categorie ( oli leggeri, fruttati medi ed intensi ).

Bisogna lodare tutti quegli olicultori che si sono impegnati e tuttora si dannano l'anima con passione sostenendo grandi sacrifici, soprattuto di natura economica, a riportare l'olio italiano extravergine (il piu'ricco del mondo in cultivar autoctoni ) a quei  livelli di eccellenza che sono mancati negli ultimi decenni complici scellerate normative regionali, statali e comunitarie che ne hanno tradito l'identita'.

Oli e superoli extravergine italiani sono tornati  nell'olimpo denso di appartenenza, donando gusti ineguagliabili a coloro, che invece di assaporare l'olio come mero condimento, lo versano trasgressivamente in un bicchierino da caffe', gustandolo ad occhi chiusi, sperdendosi nel sentore del mai sentito fino ad ora.