The Winemaker's thought

Avvicinarsi al mondo del Vino è atto dovuto alla cultura del mondo occidentale, assai affascinante ed  evocativo; è un mondo costituito sicuramente da atti di piacere e, perché no?, di edonismo, ma, soprattutto, di cultura nel senso più largo del termine.Capire di Vino significa sfiorare materie come enologia, biologia, geologia, geografia, storia ed  etnografia, meteorologia e pedoclimatica e tante altre; in una parola è necessaria lucidità, come in ogni approccio problematico complesso.
Non si partecipa ad una Degustazione, guidata o no, cercando l’ebbrezza, il rilascio dei freni inibitori o lo stordimento: non c’è bisogno di ingerire grandi quantità di alcol per comprendere la piacevolezza di un Vino, c’è bisogno di attenzione e rispetto! Di seguito vi riportiamo le tabelle relative ai livelli di concentrazione alcolemica nel sangue con i relativi effetti sul nostro fisico, tenetene sempre conto per non essere  mai causa di pericolo per voi e per gli altri. 
Prof Antonio Mazzitelli


Il Parere del Medico

L'uso di bevande alcoliche risale ad epoche remote,  tanto da entrare di diritto a far parte delle nostre tradizioni alimentari e socioculturali. Allo stesso tempo l'alcol rappresenta la “sostanza d'abuso” più antica e diffusa nel mondo occidentale. Dare una corretta definzione del termine normale assunzione alcolica e stabilire quale possa essere una dose giornaliera di etanolo innocua per la salute non è semplice. Un “drink” (equivalente di un bicchiere di vino, una lattina di birra o un bicchierino di superalcolico) contiene circa 12-14 gr. di etanolo.

Sebbene sia riconosciuto che la soglia di tossicità sia data da un’assunzione giornaliera costante di etanolo che varia dai 25 ai 35 gr, è importante considerare che tali limiti sono da considerarsi nettamente inferiori per il sesso femminile, e che possono essere egualmente gravati da effetti collaterali in determinate condizioni come in gravidanza, patologie croniche e/o assunzione di farmaci, o quando il soggetto sia coinvolto in attività delicate o pericolose; inoltre è da considerare la possibilità che anche l’assunzione di moderate quantità di bevande alcoliche possa innescare una appetizione patologica per l’alcol e, di conseguenza, una dipendenza.

Si può comprendere, pertanto, come non esistano parametri assoluti che possano essere utilizzati per individuare i soggetti che possono andare incontro a patologie alcol-correlate. Non si possono trascurare, tuttavia, gli effetti positivi conseguenti all’assunzione di moderate quantità di bevande alcoliche. In particolare, modeste quantità di alcol assunte durante i pasti sembrerebbero influenzare favorevolmente alcune funzioni digestive e dell’apparato cardiocircolatorio, sebbene tali osservazioni, in particolare la minore incidenza di malattie cardiovascolari osservata nei consumatori di moderate quantità di vino, siano ancora oggetto di accese controversie.

In conclusione, dagli studi finora effettuati sembra che l’assunzione quotidiana di piccole quantità di bevande alcoliche non sia dannosa nell’adulto sano. Rimane compito del medico, però, valutando ogni singolo caso, stabilire se sia opportuno fare uso di bevande alcoliche ed in quale quantità. Al contrario è accertato che l’uso inadeguato di bevande alcoliche sia dannoso per la salute; ancora oggi, si calcola che nei nostri ospedali 1 letto su 3 sia occupato da soggetti con patologie derivanti da uso inadeguato di bevande alcoliche. L’abuso alcolico comporta alterazioni a livello di numerosi organi e apparati, in particolare il sistema immunitario, l’apparato digerente, il sistema nervoso, gli apparati cardiovascolare, respiratorio, muscolare. Sono da segnalare, inoltre, gli importanti deficit nutrizionali in quanto l’alcol riduce l’appetito, sostituisce in parte il cibo, ha azione lesiva sul tratto alimentare, causa alterazioni del metabolismo e della utilizzazione di numerosi nutrienti, con conseguente malnutrizione; malnutrizione e alterazione dell’immunità si riflettono nell’aumento di infezioni e tumori.

Tali effetti appaiono di particolare importanza anche alla luce dell’allarmante aumento, osservato nell’ultimo decennio, del consumo/abuso di alcol nelle fasce di età più giovanili, che utilizzano le bevande alcoliche non a scopo eupeptico, ma per valenze di tipo simbolico come l’azione disinibente e “socializzante” dell’alcol, da mettere in relazione alla cosiddetta “cultura dello sballo”. In conclusione, se si decide di bere, la scelta più saggia appare essere la moderazione, con modalità di assunzione durante i pasti, non dimenticando comunque che in alcune condizioni sopra riportate, come gravidanza, assunzione cronica di farmaci, presenza di patologie croniche, il doversi mettere successivamente alla guida di autoveicoli, l’astensione assoluta da bevande alcoliche rimane la scelta più appropriata.
Prof. Giovanni Addolorato, Professore Aggregato di Medicina Interna, Dipartimento di Medicina Interna, Università Cattolica di Roma